Che Cos’è il rating e perché interessa il mondo dello Shipping

Dal “Vessel Risk Assessment” al “Financial Risk Assessment”

Il rating, in italiano “classificazione”, è un metodo utilizzato per valutare sia i titoli obbligazionari, sia le imprese;

perché ci interessa?

Il rating riguarda ogni azienda, ogni armatore, perché influisce significativamente sulle condizioni di credito che vengono accordate all’impresa, che possono pregiudicare la concessione stessa del credito e perché costituisce il fondamento di un processo di analisi dell’azienda stessa che può essere alla base di una gestione più consapevole, efficace e redditizia,

Nel caso, poi, di progetti di investimento di grandi dimensioni – nuove navi, nuove flotte – è imprescindibile che l’azienda sia consapevole del proprio rating e che sappia portare avanti una gestione – pur nei limiti imposti dall’andamento di variabili esogene –  tale da mantenere un rating buono.

Ma effettuare una valutazione accurata del proprio rating e predisporre opportuni strumenti per il controllo dell’evoluzione degli indicatori fondamentali,  non serve solo a comprendere e gestire gli aspetti in base ai quali siamo valutati dagli istituti di credito, consente anche all’impresa di porre le basi per la formazione di una cultura d’impresa capace di meglio comprendere le performance aziendali, prevederle e gestirle consapevolmente.

Basilea 2

In questo breve articolo ci concentriamo su Basilea 2: a chi si rivolge, perché esiste e come influenza il rating che le banche fanno su ogni azienda cliente.

Gli accordi di Basilea sono rivolti alle Banche e agli istituti finanziari e indicano i criteri imprescindibili che gli istituti di credito devono applicare a se stessi e che, quindi, ribaltano sui creditori. Vediamo meglio come ripercorrendo il percorso di Basilea ed i principi che ha affermato.

Il primo accordo di Basilea (Basilea 1), è stato concordato nel 1988 dal Comitato di Basilea per la viagilanza bancaria ed è servito a rafforzare la solidità e la stabilità del sistema bancario internazionale attraverso la richiesta di coefficienti patrimoniali più elevati. I coefficienti patrimoniali, altro non sono che la quantità di fondi propri detenuti dalla banca espressi in percentuale delle sue attività e ponderati per il rischio.

Gli accordi di Basilea sono nell’interesse di tutti gli operatori che operano attraverso prestiti finanziari su diverse piazze mondiali e con altri operatori finanziari. Le regole permettono di garantire i creditori circa i corretti livelli di capitalizzazione dei debitori, a garanzia dei prestatori e di tutto il sistema finanziario. L’obiettivo è incentivare la circolazione di denaro riducendo progressivamente il rischio correlato.

Basilea 1 è riuscito ad aumentare il livello dei fondi propri nel sistema, ma non operando distinguo tra i diversi tipi di rischi, di fatto ha incoraggiato l’assunzione di nuovi rischi; ad esempio ha favorito la cartolarizzazione dei crediti che ha portato ai problemi del mercato dei “subprime”.

Basilea 2, rappresenta il passaggio dalla definizione dei rischi che corre il finanziatore, al profilo di rischio che l’ente finanziatore costituisce per il sistema. Si passa dal calcolo di un minimo di capitale da detenere a copertura dei rischi relativi a mutui ecc., ad un modello di misurazione del rischio per calcolare il patrimonio di vigilanza, cercando di favorire una cultura di gestione del rischio che coinvolge tutta l’organizzazione.

Basilea 2 è in vigore (attraverso la “Capital Requirements Directive”) dal 1° gennaio 2007 e il tempo massimo per adeguarsi è scaduto il 1° gennaio 2008.

Gli istituti di credito trasferiscono il proprio rischio ai propri clienti, sottoponendoli agli stessi requisiti cui sono essi stessi sottoposti. Il rating è il meccanismo attraverso cui viene trasferito il rischio dagli istituti finanziari ai loro clienti, che sono valutati e classificati attraverso un voto – il risultato del rating – che rispecchia il loro grado di rischio di insolvenza e, conseguentemente, il maggior costo del finanziamento per il cliente stesso. In questo senso, Basilea 2 è una sorta di assicurazione a carico del debitore.

Conclusione

Non approfondiamo, per ora, le tipologie di rischio e i diversi metodi di valutazione. Ma ricordiamo che un’azienda, dotandosi di strumenti opportuni alla valutazione del rating e di come esso cambia nel tempo al variare delle condizioni in cui opera l’azienda, ottieni diversi risultati non trascurabili:

  • si mette le condizioni di subire passivamente il rating da parte degli istituti di credito;
  • crea i presupposti per la creazine di un sistema di controllo gestione e performance management;
  • getta le fondamenta per la creazione di un modello di analisi del rischio di business e di continuità produttiva in caso di crisi.Per non subire passivamente il rating e per non renderlo uno sterile esercizio accademico, bisogna porlo in relazione con gli obiettivi strategici dell’azienda e con i suoi tratti caratteristici, pensandolo come componente di un proprio modello di performance management e, piú in generale, di gestione del business.

Dott. Marco De Candia

Senior Consultant

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