Il Coaching come stile di management per il settore marittimo

Il Coaching Management Program

Allora caro Manager cerco di fare chiarezza riassumendo quanto mi hai appena detto:

  • Hai costantemente l’idea di lavorare più per gli obiettivi di altri che per i tuoi
  • Sei presissimo da emergenze a qualsiasi livello di gestione che ti chiedono di posticipare continuamente le attività in progress che gestisci
  • La tua giornata lavorativa viene spesso interrotta “solo per 5 minuti” che invece diventano almeno 30 o più
  • Ti capita spesso di arrivare a fine giornata con la sensazione di aver aumentato la tua “To do list”, piuttosto che averla ridotta
  • Ti senti messo davvero male!! Senti che nessuno ti capisce e che, anzi, tutti – ma proprio tutti – sembra facciano a gara per avere da te le soluzioni ai loro problemi/casini….

Situazione tipica, questa, presentata da moltissimi direttori, manager, ispettori, comandanti inferociti, sia con se stessi (al limite della frustrazione), sia con i propri collaboratori e colleghi, che “non si assumono le loro responsabilità” e “pensano costantemente solo alle loro cose”.

“Ale, come ne esco io da questo casino immane che mi circonda e, talvolta mi travolge inghiottendo anche la mia vita personale (figli, compagno/a, famiglia, salute fisica, relazioni, svago, ecc.)?”

E la nostra proposta è, sempre più spesso – ormai – quella di introdurre ed adottare il Coaching come stile di Management nella propria organizzazione, il Coaching Management Programme©.

Il Coaching è il processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità di performance.

Questo processo comporta l’espressione piena della forza delle persone che vengono aiutate ad aggirare i propri limiti e le proprie barriere perché possano dare il meglio di sé. Le metodologie del coaching sono “orientate al risultato“, piuttosto che “centrate sul problema”.

Il Coaching non è solo un corpus di tecniche a cui ricorrere e da applicare rigidamente in date circostanza. A livelli sempre più alti nelle gerarchie organizzative è un modo di gestire il personale, un modo di pensare e di essere: in pratica è uno nuovo stile di Management.

Come sempre nel campo della managerialità, diverse organizzazioni marittime anglosassoni hanno già introdotto questo stile perché hanno capito che un Manager deve essere percepito come un sostegno, non come una minaccia.

“Ale scusa, ma io ho sempre risolto e sostenuto le mie persone, affiancandoli costantemente ma, poi, sono sempre stato assorbito dalle complicazioni inenarrabili che avevano (loro) costantemente gestito (male)…”

Qual’è la “tentata soluzione” che hai provato fino ad oggi? Cosa hai provato e non ha funzionato? Hai fatto ciò che un buon Team-Leader fa di solito: ossia limitarsi a impartire istruzioni, che è molto più rapido (conveniente al momento), ma… totalmente fallace dal punto di vista gestionale e manageriale.Usando una metafora, tu hai pescato un ottimo pesce e li hai sfamati, ma senza insegnare loro come procurarselo cosa hai ottenuto? Che la prossima volta, se hanno fame, TU sei pronto a sfamarli. Con l’effetto di vederti sempre più sottrarre spazio dalla tua agenda per le tue priorità ed obiettivi.

Il compito di un Manager, invece, è diverso: svolgere il lavoro e far crescere il proprio staff nel perimetro di tempo e risorse disponibili. Oggi, però, scenari sempre più indefiniti, complessi e in costante evoluzione, mettono in difficoltà anche i leader più brillanti e innovativi. E’ urgente sviluppare un nuovo approccio che generi una destrezza operativa capace di vincere le sfide strategiche di business. Ed il Coaching Management Programme© che stai per affrontare con noi, è un processo il cui effetto contempla entrambe le cose.

La risposta efficace, diversa da quella solitamente messa in atto, è che un manager faccia (dopo averlo imparato, sperimentato ed acquisito in prima persona) coaching al proprio staff.

Perché solo dipendenti “in crescita” riescono ad accollarsi maggiori responsabilità, liberando così il manager dalla necessità di tappare i buchi e lasciandogli il tempo, di occuparsi di quelle questioni direzionali fondamentali che solo lui può risolvere.

“Ale, mi stai dicendo che l’attività di sviluppo delle persone rappresenta perciò un modo illuminato di fare i propri interessi?”

Benvenuto a bordo, finalmente. Adesso siamo nell’era dell’iPad, di facebook e del welfare a bordo… una nuova era ed una nave “diversa” da quella bastone-e-carota degli anni ‘50-’60. Lì una volta comprato il tempo delle persone ottenevi ciò che volevi. Oggi no, non più. Oggi la flessibilità, il supporto, la collaborazione, la motivazione, il team-work, adesso te li devi conquistare per gestire l’ordinario. Poi è ovvio che di tanto in tanto sarà certamente necessario che tutti si rimbocchino le maniche in situazioni di emergenza, e senza troppi complimenti, ma questo è accettabile e accettato in un cultura aziendale in cui le persone si sentono seguite e valorizzate.

“Ale, caspita che sessione di coaching!! Mi sento come il protagonista del film L’uomo millenario : che si addormenta nell’800 e si risveglia nel XX° secolo. Lui si sente lo stesso di prima, come persona, ma capisce che deve cominciare a fare i conti con la realtà e le persone in un modo completamente nuovo per poter stare al passo con i tempi. Possibile??”

Benvenuto, amico mio: questa consapevolezza considerala come il tuo primo vagito, nel primo giorno della tua nuova vita… finalmente… da manager!!

Alessandro Palumbo (HRD – LeaderSHIP© Academy, AZIMUTH)

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